Giovedì 16 luglio 2009 attorno alle ore 20, il maestro Vittorio Bottazzi di Torino ha lasciato il corpo.
Vittorio ha dedicato la sua vita alla ricerca della filosofia e delle pratica delle arti marziali interne cinesi. E' stato un pioniere del Taijiquan a Torino e in Piemonte in un'epoca in cui il questa arte non era riconosciuta come lo è oggi, ma soprattutto ha diffuso la visione orientale del Nei Jia nei suoi apprezzati corsi, con grande attenzione a farne sempre cogliere gli aspetti profondi e vitali della pratica.
Vittorio ha mantenuto intatto il suo spirito di ricerca negli anni, andando a ricercare in Cina le radici del Nei Jia. Infatti, dopo anni di formazione al Taijiquan e di prolifico insegnamento, il maestro Bottazzi è partito per gli angoli più remoti della Cina alla ricerca del Taijiquan antico del villaggio Chen, del Baguazhang "di sintesi" di Zhao Daoxin, dell'Yiquan da combattimento più vicino alle fonti. Per primo ha invitato in Italia il figlio maggiore del famoso maestro Yao Zhongsun di Yiquan.
Con Vittorio ci eravamo conosciuti anni fa durante un seminario di Yiquan, e nel 2008 abbiamo organizzato un seminario di Baguazhang a Torino. E' stato un evento ricco di incontri e di scambi, di confronti e di arricchimento personale. Là ho conosciuto Vittorio e Cristina in modo più vicino e sostanziale, come anche nella loro successiva visita a Vicenza nell'autunno 2008. Lasciano un grande segno nella memoria la sua grande cultura, la sua labirintica ricerca di informazioni, la sua grande videoteca, il suo approccio alla pratica fatta - come nella migliore tradizione - di "provando e riprovando" di galileiana memoria.
Ricercatore instancabile, riservato e schivo, lontano dalla ribalta mediatica e informatica, ma allo stesso tempo temperamento vulcanico e organizzatore sempre in movimento, Vittorio ha lasciato una impronta profonda e importante, perchè è stato il "principio attivatore" di migliaia di praticanti, dei suoi allievi e degli amici e compagni di pratica. Lo ricordo con il suo sorriso sornione, gli occhi a fessura che ti guardano di sbieco, le mani eleganti sempre in movimento e la sua voce levigata.
Vittorio ha mantenuto intatto il suo spirito di ricerca negli anni, andando a ricercare in Cina le radici del Nei Jia. Infatti, dopo anni di formazione al Taijiquan e di prolifico insegnamento, il maestro Bottazzi è partito per gli angoli più remoti della Cina alla ricerca del Taijiquan antico del villaggio Chen, del Baguazhang "di sintesi" di Zhao Daoxin, dell'Yiquan da combattimento più vicino alle fonti. Per primo ha invitato in Italia il figlio maggiore del famoso maestro Yao Zhongsun di Yiquan.
Con Vittorio ci eravamo conosciuti anni fa durante un seminario di Yiquan, e nel 2008 abbiamo organizzato un seminario di Baguazhang a Torino. E' stato un evento ricco di incontri e di scambi, di confronti e di arricchimento personale. Là ho conosciuto Vittorio e Cristina in modo più vicino e sostanziale, come anche nella loro successiva visita a Vicenza nell'autunno 2008. Lasciano un grande segno nella memoria la sua grande cultura, la sua labirintica ricerca di informazioni, la sua grande videoteca, il suo approccio alla pratica fatta - come nella migliore tradizione - di "provando e riprovando" di galileiana memoria.
Ricercatore instancabile, riservato e schivo, lontano dalla ribalta mediatica e informatica, ma allo stesso tempo temperamento vulcanico e organizzatore sempre in movimento, Vittorio ha lasciato una impronta profonda e importante, perchè è stato il "principio attivatore" di migliaia di praticanti, dei suoi allievi e degli amici e compagni di pratica. Lo ricordo con il suo sorriso sornione, gli occhi a fessura che ti guardano di sbieco, le mani eleganti sempre in movimento e la sua voce levigata.
Siamo vicini a Cristina.
Per tutti coloro che desiderano essere vicini alla famiglia e agli amici, le esequie si terranno domani mattina, sabato 18 luglio 2009, alle ore 11.30 nella chiesa di San Secondo in via San Secondo a Torino, poco lontano da dove Vittorio viveva.
(Nella foto - purtroppo l'unica e neanche di qualità - Vittorio Bottazzi a marzo 2008 durante il seminario di Baguazhang)
Sentita vicinanza anche da parte mia. Lino Perlongo
RispondiEliminaVittorio è Maestro nella sua ricerca e nella condivisione dei suoi raggiungimenti ed è anche uomo alla ricerca dell'Uomo. Ciò lo rende il Fratello dei tanti con i quali ha condiviso percorsi i più diversi per rispondere al suo bisogno di crescita, di comprensione, di miglioramento di sè, di servizio e armonia. L'energia disordinata, ma sempre viva e pulsante, dei suoi 19 anni (è da allora che Vittorio è nel mio cuore) si è raffinata via via per condurlo alla consapevolezza del suo essere e porlo in quella attitudine che ne ha fatto il Maestro di molti. Una vita piena e un essere umano degno d'essere Uomo. Così Vittorio vive in me e nel cuore dei molti con i quali ha condiviso la sua vita.
RispondiEliminaRisuonano ancora la sua voce e la sua risata; il suo sarcasmo e la sua ironia. La sua calda e avvolgente amicizia è viva e fa parte di tutti noi, di tutti coloro che lo hanno conosciuto e hanno condiviso momenti di crescita personale e di gruppo.
RispondiEliminaFranca
Onestamente faccio ancora fatica a crederci. Luigi
RispondiEliminaScopro ora con sorpresa la tragica notizia,personalmente non ho mai avuto l' occasione ed il piacere di conoscerlo,ma da come viene ricordato e descritto sicuramente era una persona notevole..che dire..a tutti quelli che l'hanno conosciuto e con lui praticato : quello che ha trasmesso e lasciato metta radici e cresca come un albero forte in una foresta.Alla famiglia e a chi gli era vicino sentite condoglianze e che il suo ricordo ed esempio , i suoi sentimenti,le cose belle che ha fatto siano di conforto a voi tutti.
RispondiEliminaCARISSIMI,
RispondiEliminaPER CHI LO HA CONOSCIUTO, PER CHI LO HA APPREZZATO, PER CIO' CHE HA RAPPRESENTATO DAL PUNTO DI VISTA TECNICO MA, SOPRATUTTO, UMANO ED AFFETTIVO, E'UNA PERDITA GRAVISSIMA, UN DOLORE DIFFICILMENTE ELABORABILE.
IL MAESTRO VITTORIO BOTTAZZI E' MORTO NELLA SUA CASA DI TORINO IL 16 LUGLIO 2009, AL CREPUSCOLO, DOPO AVER COMBATTUTO UNA BATTAGLIA DIFFICILISSIMA CONTRO IL MALE CHE LO AVEVA COLPITO.
VITTORIO HA PERSO LA SUA BATTAGLIA MA LASCIA UN RICORDO INDELEBILE IN TUTTI I SUOI ALLIEVI ED IN CHI LO HA CONOSCIUTO.
ERMANNO BALDI ED IO, CON VITTORIO AVEVAMO CONDIVISO L'ESALTANTE,PLURIENNALE E, PER CERTI VERSI CONTRADDITTORIA, IMMERSIONE NEL MONDO DELLE ARTI MARZIALI VIETNAMITE. OGNUNO POI AVEVA FATTO LE SUE SCELTE, CON LA CONSAPEVOLEZZA, PERO', DI AVERE COMUNQUE PRATICATO, SOTTO LA GUIDA DEL MAESTRO NGUYEN THIEN CHIN, UNO DEGLI STILI ESTERNI PIU' COMPLETI E SPETTACOLARI.IL DESTINO HA POI RIUNITO ERMANNO E ME, QUESTA VOLTA SOTTO LA GUIDA DI VITTORIO.
INSIEME A TUTTI I SUOI ALLIEVI, LO ABBIAMO SEGUITO FINO ALLA FINE, FINO AL MOMENTO IN CUI HA DECISO DI RACCOGLIERE LE FORZE PER RESISTERE ALL'ATTACCO FINALE DEL TUMORE AL PANCREAS CHE GLI ERA STATO DIAGNOSTICATO NEI PRIMI MESI DELL'ANNO.
PERSONALMENTE VIVO UN MOMENTO DI GRANDE TRISTEZZA, EPILOGO DI UN PERIODO CARATTERIZZATO DA UN LACERANTE SENSO DI IMPOTENZA E DI INADEGUATEZZA.
ROSARIO FONTANELLA, ALLIEVO DI VITTORIO BOTTAZZI.
Ciao Rosario, grazie per il tuo bel commento. E' evidente dai vostri interventi - se mai ce ne fosse stato bisogno - che Vittorio ha lasciato una importante eredità tecnica ed affettiva. Un saluto
RispondiEliminaHo iniziato a praticare con Vittorio esattamente 10 anni fa e non ho mai piu' smesso..Qi Gong,poi Yiquan,Taiji e per finire Ba Gua. Vittorio era contagioso,sentivi di perderti qualcosa di importante se rinunciavi a qualche sua lezione o seminario...anche in serate goderecce portava un valore aggiunto con i suoi racconti,gli aneddoti,la sua leggerezza
RispondiEliminaMi considero una persona fortunata per aver potuto attingere ai suoi preziosi insegnamenti,non finiva mai di stupire.Ci ha omogeneizzato la pratica,ha cercato in tutti i modi di farci entrare anche nei piu' piccoli dettagli,ma non parlando solo di tecnica ma anche di sentimenti e emozioni legate al gesto.
Ora sento e condivido con molti praticanti l'esigenza di far vivere Vittorio attraverso la pratica.
Cristina,gia' ieri sera,ci ha fatto un bel regalo e ha riempito un po' quel senso di vuoto e proprio lei, ha dato un po' di ossigeno per cogliere questa opportunita'a continuare. E' un fenomeno,e' forte e propositiva ...dunque non ci resta che rimboccarci le maniche e con il suo aiuto,quello di Carola Ermanno Maurizio e chissa'ancora,onorare quel patrimonio inestimabile che Vittorio ci ha lasciato cercando come ci ha insegnato la forza nella leggerezza
io volevo bene a vittorio...
RispondiEliminanon riesco ad aggiungere molto vi rimando al saluto più bello che ho visto il giorno del suo funerale..
volevo molto bene a vittorio.
ho scritto anche queste due riche che potete trovare sul link a video.
ora che chiudere gli occhi
non serve più a non vedere
le forbici della mia testa
hanno tagliato le bende
ora che i miei sogni
hanno smesso di lavorare
e mi hanno lasciato qui per terra nudo
senza neanche un lenzuolo
ho bisogno di trovare
le finestre di questa stanza
a costo di doverle disegnare
a costo di dover grattare i muri
con le mani
ora che il mio senno
ha capito che non ci sono più perché
e mi ha lasciato senza salvagente
in questo oceano chiamato vita
la stessa che mi ha masticato e sputato
ma mai digerito
al limite smarrito
e mai accompagnato
in nessuna direzione
ora che conosco il dolore
e mi ci immergo come in una vasca
di acido e brucia piano la mia pelle
senza mai avere fine
continuo a cercare di dipingere
le finestre e non riesco a trovare
i colori adatti
non riesco più ad uscire
so che nonostante tutto
tu mi ascolti e sai che sono
non sappiamo cosa, ma sai che sono
e sei accanto al mio vuoto
fatto di parole
la tua stanza ora è la più stretta
e non hai più nessun colore
le finestre sono un ricordo
e le pareti si fanno più vicine
una cosa vorrei fare
è starti solo vicino
ma so che in due in quella stanza
staremmo solo più male
vorrei dipingere finestre
vorrei togliere il dolore
o anche solo avere la presunzione
di farlo alleggerire
ma mi fermo
ora sono maturo
sono un uomo come dice la gente
e non ho perché
ora mi fermo
sono sospeso in questo tempo
di pazzi non sognatori
di uomini reali
e non ho perché
forse lunica cosa che vorrei ora
è starti vicino
lunica cosa che vorrei
è starti vicino
ciao vittorio
Caro Vittorio
RispondiEliminala mia parte fisica sente ancora il vuoto che hai lasciato.
E' da quando ho avuto la notizia che continuo a non crederci, ma sono contento di averti conosciuto ed aver avuto la fortuna di ricevere un patrimonio incredibile.
sempre pronto, tutte le volte che finivo le lezioni eri sempre pronto a ringraziarmi per avere partecipato. Ero io che dovevo ringraziare per primo, per me è stato un onore partecipare.
Non ho mai conosciuto una persona così umile e disponibile.
Mentre la mia parte mentale sa perfettamente che sei sempre presente e hai lasciato un seme ad ogni persona che hai conosciuto.
Grazie ancora Vittorio di tutto.
un bacione.
Giovanni
Il vuoto e il pieno.
RispondiEliminaVittorio ne ha sempre parlato chiedendoci di ricercarlo costantemente nella pratica.
Ebbene il vuoto(fisico) che lui ha lasciato mi ha reso più consapevole del pieno (interiore) che ha seminato.
Grazie Vittorio
Sono passati quasi 10 anni da quando ho conosciuto Vittorio Bottazzi. Poiché lo ricordo come una persona in perenne ricerca e piena di energia, la notizia della sua scomparsa mi giunge totalmente inaspettata. Vittorio aveva una forte personalità ed era sempre pronto a muoversi verso nuovi territori, ad una velocità che talvolta lasciava interdetti quelli che, come me, si muovono a passo più tardo e lento. Voglio pensare che anche la sua dipartita sia null'altro che un viaggio verso nuovi inesplorati territori.
RispondiEliminaUn caro saluto a Cristina.
Ciao Vittorio.
Massimo Soldano
ho praticato con Vittorio dal 1995 al 1999 e ne ho apprezzato il valore e la consistenza umana. Sicuro di trovarmi davanti ad un maestro. La notizia della sua morte mi ha profondamente amareggiato. Antonio Graziani
RispondiEliminaAlcuni di voi conoscevano Vittorio da 10 anni, chi da un pò meno, altri avevano praticato con lui imparando a capire attraverso la sua arte quello che "il maestro" intendeva attraverso l'arte insegnare, la vita, la compassione, la bontà, la speranza...
RispondiEliminaIo sono stata una sua amica d'infanzia. Il Karatè ci aveva legati ma avevamo 14 anni io e 13 anni lui...
Eravamo sempre insieme, nei parchi, soprattutto al Parco della Pellerina che sembrava essere diventato la nostra 2° casa.
Eravamo insieme, sabati e domeniche, giorni della settimana, a fare campeggio in montagna, ad ascoltare il suono degli alberi...
Vittorio a 15 anni già mi diceva di sentire attraverso le mani l'energia degli alberi, lui ci parlava, li coccolava...
Vittorio, ricordo bene, fu il primo ad insegnarmi che bisognava amarsi attraverso il buon cibo. Così andavo a casa sua ed invece di offrirmi le patatine lui stendeva un filo di miele sul pane e sopra ci metteva le noci. Erano
eccezionali quegli spuntini fatti con le sue mani, la sua voce serena, dolce, pacata...
Quanto mi sono mancate in seguito le nostre ore di allenamento, le nostre risate, il nostro sentirci felici di poco...di niente.
All'età di 16 anni, poco prima di raggiungere la cintura nera di Karate io fui costretta a partire per Lione. Mi attendeva una lunga terribile prova, un brutto intervento al cuore in extra corporea. Rischiavo di morire. Ma proprio pochi giorni prima della mia partenza andammo al Parco, la nostra 2° casa, e fecimo quello che avrebbe potuto essere il mio ultimo allenamento con lui e Paolo,
l'altro nostro amico...anche lui inseparabile.
Mi consolò. Asciugò le mie lacrime. Mi fece coraggio. E aveva solo 15 anni, ma la forza già del Maestro.
Venni operata e fu terribile. Una delle mie più brutte esperienze. Venni operata e proprio nei momenti più bui vidi un giorno attraversare la porta della mia stanza...Vittorio e Paolo. Avevano fatto tanta, tantissima strada per venire a sedere al mio capezzale.
Non potete immaginare come mi sentii, l'enorme amore che provai per quelle 2 anime, per quegli amici che sentivo essere come miei fratelli.
Non potete immaginare quanto fu importante per me la loro presenza lì. Tornai a casa dopo 2 mesi e fu faticoso tornare alla mia vita normale, ma Vittorio mi disse che sarei riuscita, che il nostro Parco era lì ad aspettarci e dopo 6 mesi ci tornai. Ho delle foto meravigliose che mi ritraggono con lui in quella straordinaria giornata. Io tornai a credere in me stessa e lui, il mio migliore amico, mio fratello, il mio Maestro...mi diede la forza e la convinzione per ricominciare.
La vita come succede spesso ci aveva separati, io sposata con i miei figli, lui "Maestro" e compagno di Cristina che mi spiace non aver potuto conoscere meglio.
Poche occasioni per sentirsi e per rivedersi non hanno però annullato niente di quello che era stato.
Lui si è ammalato ed io non ho potuto neppure per un istante fare quello che lui fece per me. Stargli vicino.
So che fu una sua scelta ma a me è rimasto un rimpianto, quello di non avergli potuto dire quanto lui sia stato importante per me.
Non ho potuto neppure dargli un ultimo saluto. Lo faccio da qui...
Vittorio....sempre nel mio cuore.
Elvira
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RispondiEliminaVittorio ed io ci eravamo persi di vista tanti tanti anni fa. Siamo stati per un po' uno nella vita dell'altra, complice il mio fidanzamento con un suo carissimo amico. Poi, come spesso accade, finito il legame sentimentale si perdono anche gli amici acquisiti... ma è con profondo rincrescimento che apprendo stasera la notizia, quasi per caso...
RispondiEliminasempre ogni volta che pratico taiji, ed ogni volta che ti penso ti vedo lì davanti a me. Con un sorriso mi correggi la posizione...ed io con un sorriso mi lascio guidare...grazie vittorio sei stato il mio taiji ininterrottamente dal 1991.
RispondiEliminaSei stato il mio migliore amico e confidente abbiamo riso insieme e pianto insieme quando mi hai detto: " addio io vado.." So che sarai sempre nel cuore di chi ti ha amato.
Un grande abbraccio a Cristina che in questi giorni si è laureata con una tesi sul TAIJI QUAN. Grazia Galtarossa
Non e' bello avere queste notizie da internet....
RispondiEliminaLe tue lezioni mi sono state molto utili nella mia vita.
Soprattutto ho imparato a "BERE IL TE"
Grazie di tutto
Beppe Quirico
Un profondo pensiero anche da una sua amica che lo ha frequentato negli anni di Università. Iscritta a lingue orientali, ci siam frequentati in amicizia perchè mossi da una stessa passione...
RispondiEliminaUna grande mancanza...
Beatrice
Scopro solo oggi nel tentativo di ricontattare Vittorio, la tragica notizia.
RispondiEliminaNon posso che accodare il mio pensiero a quello di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere questa persona straordinaria; anche per me resta un ricordo indelebile di un uomo che cambiato molte cose nella mia vita.
La forza e la rettitudine di Vittorio possano essere il conforto per la famiglia e gli amici.
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